Cavi e Connessioni - Parte 1

Cavi e connessioni nel mondo dell’entertainment


Avete mai pensato a quanto siano importanti le connessioni nella concezione moderna di uno show? A ben vedere il trasporto delle informazioni - qualsiasi esse siano - è la chiave di volta per la buona riuscita di tutto il lavoro ed è proprio per questo che l’argomento “cavi e connessioni” è spesso croce e delizia del mondo tecnico. Insomma, se il tecnico e l’artista sono la mente, la tecnologia è il braccio che compie il lavoro, le connessioni utilizzate sono i nervi. Il trittico funziona fino a cheè completo.

Una connessione che non funziona a dovere vanifica gli sforzi di tutto lo staff tecnico e spesso compromette in maniera pesante la riuscita del lavoro, provocando non pochi problemi. Ve lo immaginate se il flusso audio si interrompesse per qualsiasi ragione durante il discorso di apertura di un’importante manifestazione sportiva internazionale? Oppure provate ad immaginare la scena in cui, nel bel mezzo di un importante discorso alla nazione il Presidente incaricato viene interrotto da un goffo e imprevisto“SCROC!” Causato da una connessione maldestra. Esatto, meglio scappare a gambe levate…

Quindi, tornando seri, e andando al nocciolo della questione, con questa serie di tre articoli abbiamo pensato di fare chiarezza e mettere un po’ di ordine ad un argomento spesso sottovalutato. Da dove cominciare quindi?

Come prima cosa possiamo dividere la moltitudine dei segnali trasportati in 4 macro-categorie:


· Segnali analogici

· Segnali digitali

· Segnali di potenza

· Segnali ottici (di fatto sono segnali digitali, ma poche righe sotto li analizzeremo meglio)


I segnali analogici

Dove tutto è iniziato, ma nonostante gli anni è una tecnologia ancora imprescindibile oggi. Non solo è l’unico modo di collegare i microfoni ai preamp e all’outboard analogico, ma sono la colonna portante per gli impianti o i monitor attivi, e molto spesso collegano il nostro missaggio ai finali di potenza, come scelta primaria o come backup assieme ad un trasporto digitale.

Sono molto semplici: un polo positivo, un polo negativo e una calza. Hanno una serie di punti di forza, come ad esempio che i collegamenti sono solo punto-punto, niente routing, niente impostazioni da gestire, e possono gestire tranquillamente un’ampia gamma di segnali diversi, dai millivolt di un segnale microfonico ad oltre i 10V di un segnale di linea.

Soffrono però di alcuni difetti, come la dispersione sulle tratte lunghe e le interferenze elettromagnetiche, soprattutto per i segnali più bassi. In generale la distanza è un problema da gestire con esperienza. Non dimentichiamo inoltre che un cavo porta un segnale, per tanti segnali la ruzzola diventa pesante.


I segnali digitali

Sui segnali digitali si apre un mondo, decine di formati diversi, tante tipologie di cavi diversi, la comodità di portare molte informazioni su un cavo, informazioni che ovviamente vanno gestite con routing o software.

Questi cavi trasportano un po’ di tutto: abbiamo audio multicanale, dall’AES/EBU su cavo a 2 poli + calza 110Ω al MADI che utilizza un coassiale 75Ω o un cavo Cat, non dimentichiamo il mondo dell’audio su rete che sia Dante o Soundgrid, sempre su cavo Cat. ATTENZIONE: il digitale ha latenza!

Abbiamo poi le informazioni per i fari su DMX a 3 o 5 poli, ma sempre su cavo 110Ω o su rete Artnet su cavo Cat.

Parliamo di video, perchè èuna parte sempre più importante dei nostri spettacoli. I formati “professionali” sono il DVI e SDI.

Il DVI usa 2 forme: Il DVI-I che porta anche un segnale analogico e può essere single link o dual link, e il DVI-D che porta solo segnale digitale, anche lui single o dual link. ATTENZIONE i connettori sono diversi. Usa un cavo a 29 poli.

L’SDI usa invece un connettore BNC su cavo Coax 75Ω e a seconda delle qualità del cavo e del connettore prende varie declinazioni: dall’SDS-SDI per segnali 480i fino al 12G-SDI per segnali 4k a 60pfs.

Il formato “non professionale” più diffuso, ma anche tanto pratico e quindi utilizzato sui palchi è l’HDMI che usa un connettore proprietario su multipolare da 19 poli. Può facilmente esser convertito su cavo Cat per aumentare le distanze.


Infine abbiamo le reti, sempre più diffuse per il controllo e il monitoraggio delle apparecchiature, che siano processori, finali, sistemi radio o intercom. Usano il nostro caro cavo Cat, di cui esistono molte varianti per schermatura e tipologia di conduttori. I connettori sono RJ45 o il più robusto Ethercon.


In linea di massima i segnali digitali su rame funzionano bene per cavi fino 100mt, anche se esistono eccezioni.


La potenza

In questo caso possiamo semplificare il concetto con l’assunto “tanto rame per portare tanta corrente”, anche perchèle nostre macchine sono piuttosto affamate. In linea di massima un cavo più spesso porta più voltaggio e più corrente. Si misurano in sezione, quindi in millimetri quadrati ( mmq.) Sono soggetti a dispersioni di energia sotto forma di calore, tanto maggiore quanto è maggiore la lunghezza del cavo. In linea di massima un cavo che fa molta strada deve essere più grande a parità di corrente trasportata, per scaldare di meno.

Questi cavi portano sia la corrente di rete (monofase 230V o trifase 400V) che il segnale amplificato ai nostri speaker. Per questo motivo esistono cavi di ogni tipologia per dimensioni, numero di conduttori e rivestimento. Tra le moltitudini di connettori vale la pena citare i connettori CEE (blu o rossi, occhio ai poli!) e i connettori multipolari SOCAPEX 19 poli.


La fibra ottica

Cos’è la fibra? E’ un tunnel in cui transitano informazioni sotto forma di impulsi luminosi.

Quindi porta segnali digitali? Si porta segnali digitali, ma a parte la corrente si può facilmente convertire un segnale analogico o un qualsiasi segnale digitale per transitare su fibra.

La fibra è un mondo che apre sterminate possibilità, semplifica la vita. Pesa poco, fa tanta strada, porta molti dati e tendenzialmente ha una latenza estremamente bassa. E’ il FUTURO. Ma per oggi mi sono dilungato e la tratteremo più in profondo in un’altra occasione.

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