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TiMax ricrea l’audio immersivo per il bosco incantato di “A Christmas Magic” a Milano

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Nell’articolo di oggi abbiamo intervistato William Geroli che ha curato, insieme al service Mister X di Cremona un’interessante installazione con audio immersivo a Milano.
“A Christmas Magic” era un parco tematico legato al Natale, tenutosi negli spazi della fiera MiCo di Milano (City Life) ed organizzato da Vivo Concerti dove il visitatore si immergeva in un vero e proprio “bosco incantato” in cui luci, suoni, laser e proiezioni potessero creare un percorso immersivo capace di trasportare i visitatori all’interno di uno spazio suggestivo e indimenticabile. 

TiMax è stato scelto come “core” del sistema per ottenere l’audio immersivo ed il risultato è stato ampiamente sopra le aspettative.
 

Ascoltiamo cosa ci ha raccontato William in merito all’installazione!

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1 - Ciao William, di cosa ti occupi in generale e che ruolo hai avuto in questo evento?

 

Io nasco come tecnico audio e nel mio percorso ho avuto la fortuna di lavorare in diversi ambiti e con diversi ruoli. Negli ultimi dieci anni ho lavorato principalmente come fonico e sound designer per radio, teatro di prosa e musical e come sound designer per eventi corporate o legati al mondo della moda. 

Per questo evento mi sono occupato di progettare il setup dell’impianto audio necessario ad insonorizzare l’intera area e di svilupparne il system per il corretto funzionamento. 

Mi sono occupato quindi di scegliere tipologia e numero di speaker e di progettarne la relativa collocazione. Insieme a Roberto Gilioli, il responsabile audio di MisterX, abbiamo poi definito consolle, microfoni e il resto dell’hardware necessario.

Successivamente ho impostato il routing dei segnali verso le varie zone in cui avevano luogo le attrazioni e insieme a Sebastiano Zucchelli abbiamo programmato il sistema di player dedicato al funzionamento quotidiano dei contenuti audio e alla relativa temporizzazione (timecode) destinata a sincronizzare i vari dipartimenti coinvolti (audio, video, luci, efx). 

2 - puoi descriverci in sintesi di cosa si trattava l'evento e di cosa chiedeva il committente?

 

L’evento “A Christmas Magic” era un parco tematico legato al Natale, e tenutosi negli spazi della fiera MiCo di Milano (City Life). Una prima edizione andata in scena dal 7 Dicembre 2023 al 7 Gennaio 2024 e sviluppato in un’area indoor di oltre 20.000mq più un ulteriore spazio esterno davanti al parco cittadino di City Life.

Vivo Concerti, il committente, approcciava per la prima volta un evento di questa tipologia e voleva che fosse un’esperienza da vivere unica, indimenticabile e fortemente coinvolgente per il pubblico, adulti e bambini. 

Per l’ideazione e lo sviluppo del concept dell’intero set e per la direzione artistica la produzione ha incaricato lo studio Giò Forma mentre per il Light design la scelta è ricaduta sullo studio Blearred di Milano.

La richiesta del committente era di creare un luogo multisensoriale all’interno del quale potessero trovare spazio diverse attrazioni inedite a tema natalizio, una grande pista di pattinaggio di 1800 mq, un palco per eventi live e una foresta magica. 

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Per quest’ultima attrazione la volontà era quella di realizzare un vero e proprio “bosco incantato” in cui luci, suoni, laser e proiezioni potessero creare un percorso immersivo capace di trasportare i visitatori all’interno di uno spazio suggestivo e indimenticabile.  

 

3 - quali tecnologie e prodotti avete per il progetto immersivo del “bosco incantato” e perché?

 

Per il sistema audio immersivo ho deciso di usare il sistema TiMax della SoundHub distribuito da Audiolink di Parma. La scelta finale è ricaduta su questo prodotto viste le caratteristiche del progetto e la particolare conformazione del luogo scelto per l’attrazione. 

Le persone che entravano nel “bosco incantato” avrebbero passeggiato all’interno di uno un ricco set scenografico che si snodava su un percorso a forma di “L” lungo circa 50mt e largo 15mt incontrando sculture di alberi, videoproiezioni di animali magici e una slitta di Babbo Natale a grandezza naturale sulla quale poter salire e fare fotografie. Nella parte finale avrebbero raggiunto e attraversato un tunnel su cui venivano proiettate sopra le loro teste immagini dell’aurora boreale e una slitta volante.

Serviva pertanto avere un sistema in grado di gestire diversi canali contemporaneamente per far fronte alle differenti sorgenti nei vari spazi e che permettesse di gestire un audio multicanale in grado di coinvolgere i visitatori attraverso il sound design realizzato ad hoc da Diego Maggi.

In fase di progettazione e di pre-produzione non avevo idea del tipo di materiale sonoro che sarebbe stato creato per l’occasione. Serviva quindi che il sistema fosse il più duttile possibile, capace di permettermi di adattare velocemente le sorgenti al contesto sonoro.

La volontà di immergere il visitatore all’interno di un ambiente sonoro a 360° e allo stesso tempo l’impossibilità di identificare aree certe di provenienza (Left, Right, Center, etc..) mi hanno convinto a cercare sul mercato un sistema che avesse un algoritmo di gestione della matrice audio in grado di elaborare in maniera veloce ed efficace il routing dei segnali.

Oltre alla complicazione legata al posizionamento fisico degli speaker sia per la forma dello spazio sia per la presenza ingombrante di scenografie e strutture di sostegno di tutta la tecnica, la difficoltà principale risiedeva nel fatto che alcune sorgenti audio avrebbero dovuto “muoversi” in alcune zone coinvolgendo solo alcuni speaker mentre altre avrebbero potuto o dovuto coinvolgere l’intero sistema. In entrambi i casi era fondamentale che l’algoritmo permettesse lo spostamento delle sorgenti audio garantendone un ascolto coerente nello spazio e nel tempo.

Il software che gestisce la matrice di TiMax, attraverso l’uso dei “subspace”, permette di creare dei gruppi di speaker, anche di tipologia diversa, a cui poter inviare contributi specifici di oggetti sonori in movimento senza che vadano ad interferire con altri gruppi. Ognuno di essi può avere un comportamento diverso anche se entrambi sono fisicamente vicino nello spazio. Succede così, ad esempio, che il suono di un effetto sonoro che si deve far “volare” ai lati e/o sopra le persone possa essere fatto transitare solo attraverso alcuni gruppi di speaker, evitandone il transito in gruppi adiacenti.

Questo aspetto è stato sicuramente uno degli elementi chiave per la scelta del prodotto.

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4 - puoi descrivere l’installazione dal lato tecnico?

 

L’impianto di diffusione era composto interamente da diffusori point source d&b audiotechnik.

Un totale di 20 teste e 10 Sub, distribuiti sul perimetro e a pioggia dall’alto sopra la testa delle persone, garantivano una percezione sonora a 360°, mentre 2 speaker erano usati separatamente per sonorizzare i contenuti video.

In regia un computer con Qlab v5 inviava direttamente attraverso una scheda MOTU M64, 32 feed audio via Madi ottico alla matrice TiMax che, una volta elaborati, li smistava in 32 uscite fisiche in AES/EBU ai finali d&b. Il player con Qlab, che gestiva anche il software TiMAx, riceveva un timecode LTC dal media server per allineare i contributi video e a sua volta inviava comandi OSC alla matrice per avviare le routine di movimento degli oggetti audio interessati.

 

5 - principali criticità, se ci sono state?

 

A livello software l’unica criticità è stata la programmazione dei comandi OSC per comandare le scene programmate in TiMax. Nonostante il software in linea teorica permetta di associare qualsiasi tipo di stringa di comando OSC per triggerare le proprie CUE, nella realtà dei fatti ci siamo resi conto, attraverso una call con l’assistenza inglese, che con Qlab serve una sintassi precisa per garantire la stabilità del comando che altrimenti funziona in maniera discontinua e casuale.

A parte questo inconveniente iniziale, a progetto finito, il sistema si è dimostrato molto stabile e funzionale.  

In generale penso sia necessario migliorare la gestione e l’interfaccia grafica del software di gestione delle cue e della programmazione degli eventi sulla timeline dei contributi. Risulta esteticamente macchinosa e poco flessibile, però se si decide di gestire i contributi audio attraverso un player esterno, il sistema funziona correttamente. 

La programmazione offline del progetto, dalla creazione e distribuzione degli speaker all’interno della venue, alla definizione delle immagini che permettono il successivo calcolo per i relativi delay da applicare agli speaker per rendere coerente il senso di localizzazione della sorgente, è veramente intuitiva ed efficace. 

 

Serve ricordare che, se si vuole permettere ad un oggetto di attraversare correttamente una serie di speaker lungo una linea immaginaria che transita in corrispondenza di essi, non basta creare due punti di inizio e fine bensì serve crearne di diversi intermedi. Questo per evitare che il software crei una media di valori tra il primo e l’ultimo generando un passaggio non proprio omogeneo nello sviluppo del movimento. E’ una scelta di programmazione e non un problema software ma è bene conoscerla per usarla in modo appropriato.

 

 

6 - hai avuto commenti da parte di committente, tecnici ed anche pubblico?

 

La risposta sia del committente che del pubblico è stata molto positiva. Era sicuramente una delle attrazioni più interessanti e più difficili da realizzare considerando che si trovava all’interno di un contesto ambientale molto rumoroso.

All fine il risultato è stato convincente per tutti

Mi auguro che nella prossima edizione ci sia spazio per altre installazioni simili nella speranza di poterle proporre in un luogo con una maggiore separazione acustica dal resto delle attrazioni per poter godere a pieno sia della parte artistica sia della potenzialità tecnica che esprimono questo tipo di matrici immersive.

Contatti

www.audiolink.it

Federico Bianchi
Mail: federico.bianchi@audiolink.it

Phone: +39 333 3134185

 

 

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