Quattro mixer DiGiCo
per il tour di Vasco Rossi

DiGiCoQ338

Non c’è dubbio che l'evento dei record di Modena Park del 2017 abbia alzato l’asticella in maniera sensibile, con un dispiegamento di forze e tecnologia eccezionale.
Per quell’occasione vennero impiegate console DiGiCo SD7, riutilizzate poi per il tour 2019, l’ennesimo successo del rocker di Zocca.

 

Poi un “blackout” di due lunghi anni, fino ad arrivare ad oggi, quando finalmente con la data di Trento del 20 maggio scorso è ripartito il nuovo tour di VascoNonStop Live 2022, dando di fatto inizio alla vera stagione dei concerti di grandi dimensioni.

Un Artista di questo genere deve tenere standard altissimi e anche per questo tour lo show e la produzione sono imponenti, “probabilmente al momento questa di Vasco è la produzione più grande in Europa insieme forse ad un altro tour tedesco” ci fa sapere Andrea Corsellini, fonico del Komandante da molti anni ormai. 

Vasco Rossi lo show

Per la gestione del mix di sala e per il monitoring di palco (ancora una volta gestito da Federico “Deddi” Servadei) sono state impiegate 4 console DiGiCo ma con una novità, per il FoH sono state usate due DiGiCo Quantum 338 al posto delle SD7 usate precedentemente, le ultime arrivate in casa Agorà e che si aggiungono alla ricca dotazione di mixer DiGiCo. Eravamo curiosi di sapere differenze ed eventuali vantaggi di questa scelta e siamo andati a trovare Andrea e il team audio alla data di Firenze.

 

Il set up prevedeva un primo stadio analogico in cui i segnali venivano splittati tramite splitter passivi Radial per poi essere instradati a quattro DiGiCo SD Rack per la conversione in digitale, due per la postazione monitor altri due per la FoH.

In aggiunta a questi in sala era posizionato un quinto SD Rack per in/out insert, effetti, e segnali destinati al PA che, come vedremo a breve, avrà un ruolo molto importante per garantire la sicurezza di tutto il sistema….

Q338 mirroring
Andrea Corsellini

Abbiamo chiesto a Luca “Scorny” Scornavacca nello specifico come erano collegate le console. 
 

Le console sono collegate fra loro tramite fibra ottica. Ogni dispositivo, console e rack, possiede due porte A e B. La connessione avviene incrociando le porte. Ad esempio la porta A SD Rack 1 entra nella porta B dell SD Rack 2, a seguire la porta A dell SD Rack 2 entra nella porta A della console in sala. Facendo in questo modo si crea il loop Optocore con la caratteristica di funzionare in entrambe le direzioni, così che se una fibra dovesse interrompersi il loop è in grado di cambiare immediatamente direzione continuando a funzionare” ci spiega Luca.

In uno show del genere la ridondanza è ormai una regola ed in questo senso è stato proprio l’utilizzo di Optocore a garantire tranquillità ed affidabilità.

 

La prima ridondanza in assoluto è l'uso del loop Optocore. Abbiamo due console in sala collegate tra loro in full mirror mode. Affinché questa configurazione funzioni, tutti i segnali audio devo essere all'interno del loop Optocore, quindi non è possibile utilizzare ingressi e uscite delle superfici, questo perché se la console dovesse avere un problema non solo software ma anche hardware - ad esempio si spegne - si perderebbero tutti i segnali on board. Ecco la scelta di posizionare in sala un altro SD Rack che gestisce e accoglie tutti i segnali degli outboard dei servizi e la distribuzione dei segnali verso il PA”. aggiunge Luca 

All’Arena del Visarno abbiamo potuto goderci il concerto, uno show di forte impatto, ricco di effetti speciali e con un suono potente e molto definito, grazie anche all’uso del setup audio a 96 Khz e, cosa non così scontata, grazie al “manico” del fonico! 
 

Ascoltiamo cosa ci ha raccontato Andrea Corsellini in merito alla scelta delle Quantum 338  ed al mix dello show: “Semplicemente ci è stato proposto di usare queste nuove console e, sapendo che qualsiasi Quantum ha performance sonore identiche, non ho avuto nulla in contrario” afferma Andrea Corsellini.

 

Anche per il mixing si è pensato di ricorrere a un setup ridondante e per questo motivo i due mixer sono stati gestiti e impostati con un Engine ciascuno e in mirroring totale, così da avere una ridondanza completa sia del “core” sia delle superfici di controllo, qualora sorgesse un qualsiasi problema.

Come vedi ho due console perfettamente identiche e qualsiasi cosa faccio su una si ripercuote esattamente sull’altra, tanto che mi capita durante le serate di usare indistintamente una o l’altra console” continua Andrea.

Le console sono state impiegate e spremute a fondo, in virtù di una input list di 112 canali e di un uso massiccio dei plugin interni per la scelta di Andrea di non usare macchine esterne, se non alcune ormai irrinunciabili per la voce di Vasco.

 

Tra le novità maggiori, per quanto mi riguarda, c’è la scelta di non usare dinamiche esterne, fatto salvo per la solita catena che uso per Vasco e qualche riverbero hardware. Questa è stata una scelta tecnica condivisa con tutto il team tecnico nel momento in cui abbiamo cominciato a lavorare in pre produzione al tour. Pur non facendoci mancare nulla volevamo, almeno per l’audio, mantenere un setup efficace, di qualità ma il più semplice possibile, andando a togliere qualsiasi macchina o processore che potesse in qualche modo creare problemi” spiega Andrea.

Ho preferito quindi puntare sulle nuove console Quantum 338 che hanno diverse nuove features interessanti, tra le quali senza dubbio lo spice rack con processori virtuali che hanno veramente assottigliato moltissimo il gap con macchine esterne” continua Andrea.

 

Dopo anni di uso di SD7 eravamo curiosi di sapere da Andrea quali differenze abbia notato nell’uso delle 338, macchine molto performanti, ma comunque che appartengono ad una fascia di prezzo inferiore.

La prima evidenza è che queste console hanno una visibilità degli schermi incredibile, perfetta in tutte le condizioni e non è una cosa secondaria quando stai ore e ore sotto il sole. Anche la superficie è molto friendly e, come tutte le DiGiCo, decisamente immediata e semplice da usare. Sulla qualità poi, come è noto, tutte le Quantum suonano esattamente in maniera identica, col plus dato dai nuovi algoritmi di cui ti parlavo sopra…”
“Una differenza se vogliamo è relativa ai fader, con materiali un pochino meno “raffinati” rispetto a quelle delle SD7 ma considerando che questo in molti casi è un particolare trascurabile, non trovo nessuna controindicazione
”.

Nel rack di regia FoH è sparito anche il sommatore che veniva usato negli ultimi tour, proprio in virtù della nuova impostazione di clock a 96 Khz che ha reso la somma ancora più definita e precisa, soprattutto nella parte alta. 

Abbiamo fatto un A/B di confronto e, anche insieme al mio assistente Luca Scornavacca, abbiamo appurato che se anche ci possano essere piccole differenze a livello di suono, queste ad oggi sono veramente trascurabili, soprattutto in funzione del risparmio di spazio e tempo rispetto all’uso di ulteriori rack esterni” conclude Andrea.

Vasco Tour

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