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Optocore FestivalBox:
converto tutto e anche di più!

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Una macchina unica per convertire, smistare e trasportare qualsiasi segnale su fibra ottica!

 

Esatto, avete capito bene: FestivalBox di Optocore è l’alleato ideale per tutti coloro che nel proprio lavoro devono gestire, trasportare, distribuire e controllare diverse tipologie di segnale su fibra, senza limiti di formato e con una flessibilità ed un’affidabilità senza pari.
Non è un caso che Optocore, molto spesso, venga utilizzato negli eventi dove “non si può sbagliare”, come cerimonie Olimpiche e grandi eventi in genere. 

 

A differenza degli altri device, pensati per una gestione completa dei segnali (di qualsiasi natura: audio, video, controllo, intrercom, ecc) e sempre gestibili da un software dedicato in grado di prelevare e veicolare i vari segnali all’interno della fibra ottica gestendone in modo completo il routing e i percorsi, Festival Box nasce per semplificare e rendere il trasporto dei vari formati un’operazione ancora più semplice e completamente “plug & play”.

La tecnologia multiplex: 

 

Come funziona FestivalBox, e come mai è diverso da tante altre macchine in commercio?

Il concetto alla base dell’unità è riconducibile a quello di un “tunnel”, che consiste nella possibilità di veicolare diversi tipi di segnali all’interno di una stessa fibra. 
La tecnologia alla base è il Multiplexer, un apparato ottico in grado di suddividere le diverse tipologie di segnali sfruttando le diverse lunghezze d’onda della luce e rendendo così possibile il trasferimento in parallelo di grandi quantità di dati in modo completamente trasparente.

 

Il sistema prevede l’utilizzo di due unità: la prima che preleva i diversi segnali, li converte in “luce” e assegna ad ognuno di loro un “colore” (lunghezza d’onda) diverso, in modo da renderli indipendenti e identificabili. Questo fascio luminoso viene spedito via fibra ottica ad una seconda unità che non fa altro che ridistribuire i segnali alle relative porte, garantendo un flusso trasparente, inalterato a distanze anche considerevoli.

 

Grazie al CWDM passivo sono presenti 2 porte aux (una a 1310nm e 1510nm) che accettano qualsiasi segnale su quella lunghezza d’onda come ad esempio altri flussi madi su fibra (la Purple Box di Digico è proprio a 1310nm!) o intere reti VLan. È possibile quindi arrivare ad un massimo di 8 o 16 flussi ottici nel Multiplexer. Le porte a 1310 nm sono utilissime nel caso volessimo collegare ad esempio degli switch VLan dotati di SFP a 10Gbit, trasportando di fatto una quantità enorme di dati nel tunnel ottico. 

 

Di fatto il multiplexer CWDM passivo di FestivalBox è “future proof”, per sua costruzione e non ha limiti alla larghezza di banda che può trasportare.  

Sarà possibile infatti, in futuro, cambiare solo gli SFP interni per aumentare la banda passante.

I vantaggi e perché usarlo:

 

I vantaggi nell’uso di FestivalBox sono tangibili e sono innegabili in particolare in eventi strutturati e complessi ma anche situazioni più piccole, dove c’è bisogno di flessibilità e praticità, possono trarre grandi vantaggi dall’impiego di questo prodotto.
Le situazioni tipiche sono il traposto di segnali differenti su più postazioni che, non sempre gestiscono gli stessi formati. Non ci sarà quindi bisogno di diverse reti e diversi trasporti fisici, perché FestivalBox è in grado di fare tutto in autonomia. Vediamo in sintesi i tre maggiori vantaggi:

 

  1. Possibilità di trasportare segnali ad una distanza molto superiore al tradizionale trasporto in rame (ricordiamo la possibilità di utilizzare fibra ottica multimodale o monomodale a seconda delle distanze da percorrere)
     

  2. Possibilità di trasportare diversi tipi di segnali e protocolli all’interno della stessa fibra
     

  3. Avere a disposizione una ridondanza al 100% per ogni nostro segnale

 

FestivalBox, come tutti gli altri sistemi Optocore è ingegnerizzato per avere un bassissimo consumo di corrente, sia a livello di elettronica interna che di SFP proprietari installabili e l’assenza di ventole di raffreddamento lo rende una macchina silenziosissima utilizzabile anche in situazioni dove è necessario il massimo confort acustico.

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L’esempio di un live show:

 

Ecco una classica situazione live/concerto dove dalla regia al palco normalmente transitano diversi segnali come per esempio:

 

 

● Segnali audio (Madi, Dante, Soundgrid, AVB e ovviamente Optocore)

 

● Segnali di controllo (TCP/IP, Artnet-DMX, sACN, UDP, OSC, MIDI su rete)

 

● Intercom su Cat di qualsiasi natura

 

● Segnali video su fibra 

 

Questa condizione, normalmente, ci costringe a stendere diversi multicore più o meno ingombranti e scomode, mentre con Festival Box saremo in grado di semplificare al massimo il lavoro, stendendo al massimo un doppino di fibra (2 se vogliamo la ridondanza) per veicolare tutti i nostri segnali

Il grosso vantaggio del sistema è perciò la semplicità e praticità d’uso; non servono software o sistemi di controllo e non ci sono impostazioni da fare: quello che collego alla porta 1 da un lato me lo ritrovo identico alla porta 1 dall’altro capo. Fine! 
Stessa cosa per le 6 o 12 porte disponibili nei due modelli: PETIT (6 porte) o GRAND (12 porte).

 

 

Appare altresì ovvio come Festival Box possa essere utile in applicazioni come allestimenti fieristici o studi televisivi dove spesso dobbiamo portare a lunga distanza svariati segnali (audio, dmx, intercom, video….). Con Festival box possiamo stendere una sola fibra che può alloggiare ogni tipologia di segnale.

 

 

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Vantaggi notevoli anche nei grossi ed impegnativi festival, dove vengono richiesti svariati trasporti per essere pronti ad ospitare le regie che arrivano come ospiti nella classica situazione in cui “tutti chiedono tutto”: chi chiede MADI, chi Dante, chi AVB, chi fibra…

Per risolvere brillantemente la situazione bastano ad oggi un Festival Box in regia ed uno sul palco configurati con le diverse porte e che servono a chiunque abbia necessità di trovare un trasporto pronto all’uso, volendo ridondato e super affidabile.

Ricordiamo che i dati passano in modo completamente trasparente, garantendo il funzionamento di qualsiasi tipo di device collegato dall’altra parte, ad esempio stage rack dei vari mixer o sistemi intercom.

 

Gli SFP (convertitori ottici) possono essere sostituiti e cambiati anche a macchina accesa, garantendo un flusso di lavoro continuo anche in caso di modifiche delle specifiche a lavorazione iniziata; non c’è nessuna conversione o alterazione dei messaggi, che vengono replicati identici dalla parte opposta del collegamento.

 

 

Ecco alcuni dei formati supportati:

 

● AES67 su CAT5

 

● MADI ottico (o comunque MADI elettrico convertito)

 

● GigaACE di A&E su CAT5 o fibra

 

● Dante su CAT5

 

● Avid snake su fibra (convertibile da elettrico)

 

● AVB/MILAN su CAT6 o fibra

 

● Hydra2 di Calrec su fibra

 

● DiGico Optocore

 

● DiGico A3232 su CAT5

 

● DiGico MADI

 

● IEEE Ethernet 10/100/1000 rame o fibra

 

● HyperMac di Midas su CAT5 o fibra

 

● Optocore standard

 

● SSL Blacklight II su fibra

 

● Yamaha TwinLANe su fibra

 

5 anni di garanzia e una vita “infinita”..

 

Optocore è molto sicura della bontà e dell’affidabilità dei suoi prodotti e anche su FestivalBox la garanzia è di ben 5 anni. Nonostante questo FestivalBox è costruito e pensato per avere un ciclo di vita molto più lungo per diversi motivi.

In prima istanza, come abbiamo visto poco sopra, la tecnologia utilizzata è predisposta per successivi upgrade futuri grazie a qualche piccolo accorgimento.

Inoltre l’assenza di parti mobili (ventole), il poco calore generato e il doppio PSU ne garantiscono una affidabilità totale anche dopo diversi anni di lavoro, tanto che molto spesso chi si affida a FestivalBox può ritenere il “problema della distribuzione dei segnali” archiviato ed affidarsi a questa macchina per molti anni, con un risparmio notevole anche in termini economici. 

 

 

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