Streaming immersivo con KLANG del Requiem di Verdi diretto da Placido Domingo 

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Il tetro Municipale di Piacenza ha riaperto nel mese di maggio e, il primo evento in programmazione, ha visto salire sul palco un artista di prim’ordine.
Il tenore spagnolo Placido Domingo ha diretto il Requiem di Verdi, accompagnato dalla Filarmonica Arturo Toscanini e dal Coro del teatro Municipale di Piacenza.
Il concerto, oltre al grande valore artistico, è stato interessante anche sotto il punto di vista tecnico, in quanto l’audio della diretta in streaming è stato elaborato in 3D grazie ad hardware Klang
Un’esperienza sonora, quella dell’audio immersivo, che si sposa particolarmente bene con questo genere di eventi, rendendo l’esperienza di ascolto ancora più coinvolgente, avvolgente e…immersiva! 

 

Link streaming: https://www.youtube.com/watch?v=tJskKrPDosQ&t=5310s

 

Abbiamo raggiunto i tecnici che si sono occupati del sonoro per capire di più in merito a questo progetto ambizioso e attuale.

 

Audiolink: Come è nata l’idea dello streaming 3D?
 

F: Inizialmente sono stato contattato da Acid Studio, partner tecnico del teatro, per curare lo  streaming del concerto e, nel momento in cui ci siamo messi al lavoro,  ho subito proposto una soluzione di audio immersivo. Nell’ultimo periodo sono stati tanti gli eventi trasmessi in streaming e la possibilità di offrire agli ascoltatori un’esperienza diversa, più suggestiva e qualitativamente superiore è stata sposata senza alcun indugio.

Bisogna notare che gran parte dei fruitori di questo tipo di eventi ascolta in cuffia, da dispositivi mobili o da computer, rendendo di fatto dal mio punto di vista ancora più ovvia e consequenziale la scelta di un contributo audio all’altezza. 

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Audiolink: Sono entrati in gioco i processori Klang…
 

F: Tra i vari sistemi proposti per l’audio immersivo Klang è sicuramente quello con gli algoritmi e la qualità più alta, unitamente ad una facilità di gestione superiore. Nonostante sia nato per essere usato come monitoraggio da parte dei musicisti sul palco, il sistema è altrettanto facile e funzionale anche per l’utilizzo in un mix 3D per il pubblico.

Questo consente all’ascoltatore da casa (una parte di pubblico in presenza c’era ndr) di sentirsi più coinvolto, grazie alla possibilità di riprodurre l’acustica del teatro e la percezione reale degli strumenti nella loro vera posizione.

 

Audiolink: Che scelte tecniche e di microfonazione hai adottato?
 

F: Il setup non è stato dei più semplici, a causa delle restrizioni e del distanziamento: gli elementi dell’orchestra erano disposti molto larghi, una parte sul palco ed una nel primo settore di platea, rendendo difficile una ripresa tradizionale a gruppi. 

Ho cercato quindi di riprendere nel modo più dettagliato e preciso ogni singolo strumento, cercando di mantenere la sonorità d’insieme, fondamentale per garantire un risultato naturale e soddisfacente.

In totale tra orchestra, coro e cantanti sono stati utilizzati circa 60 microfoni, collegati ad una DiGiCo SD9 abbinata a due stagebox D2 rack.

Nelle Aux di monitoraggio avevo solo degli ascolti per il coro, per l'orchestra e per i cantanti, necessari viste le inusuali distanze tra gli esecutori.

Dal mixer sono uscito con gruppi e canali singoli trasportati al Klang via MADI.

L’uscita processata del Klang rientrava nel mixer per poter avere un confronto rapido A/B tra stereo e 3D ed avere comunque una gestione del monitoraggio e dello streaming agevole.

 

Audiolink: Quanto tempo è servito per il setup?
 

F: A parte il setup standard e la verifica di tutti i segnali in ingresso, il posizionamento ed il mix sono stati veloci: il software di gestione di Klang è molto intuitivo e pratico. Ho cercato di ricreare le posizioni reali dei vari elementi aggiungendo alcuni microfoni d’ambiente per catturare l’acustica del teatro opportunamente posizionati nello spazio virtuale del mix.

La qualità del mix 3D è stata fin da subito apprezzata, proprio per la naturalezza di ascolto e la definizione di ogni singolo strumento.

Avevo a disposizione un pomeriggio di prove per ottimizzare il tutto, e già dopo la prima ora il risultato è stato eccezionale, consentendomi nel tempo restante di rifinire e curare i minimi dettagli con calma.

 

Audiolink: Che differenza c’è stata nell’ascolto tra dei diffusori tradizionali e in cuffia? Questo aspetto ha creato problemi?
 

F: Per niente! Ovviamente la percezione del 3D ascoltando con le casse “fisiche” perde di efficacia, tuttavia lo spazio, la naturalezza e la definizione degli strumenti risulta di molto migliorata anche in un ascolto “tradizionale”, rendendo Klang un ottimo strumento anche per quel tipo di applicazione.

Durante le prove e l’evento ho avuto modo di fare test di ascolto dallo streaming su diversi supporti: cuffie, monitor da studio e casse da computer; ritrovandomi un risultato superiore in ogni situazione.