Audio Link e l'eccellenza del MAST di Bologna

La Fondazione MAST è un’istituzione internazionale, culturale e filantropica, basata sulla Tecnologia, l’Arte e l’Innovazione, nata a Bologna nel 2013 che ha di recente deciso di riadattare e attualizzare l’impianto scenotecnico al fine di alzare ulteriormente il livello qualitativo di auditorium e sale collegate. Per quanto riguarda gli aspetti audio l’azienda Planet Service ha deciso di utilizzare un sistema formato da mixer DiGiCo e distribuzione Optocore, così da rendere il sistema estremamente potente, scalabile e flessibile…

Il progetto MAST è una realtà quasi unica nel suo genere in Italia e nasce nel 2013 per volere della fondazione omonima (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) e rappresenta un nuovo esperimento di integrazione tra impresa e società.

La struttura primaria è stata costruita accanto alla sede del gruppo industriale Coesia, in un complesso multifunzionale destinato ai collaboratori dell’azienda ma aperto anche alla collettività che può così usufruire degli eventi, delle mostre e delle occasioni di intrattenimenti organizzate al suo interno.

 

L’edificio è costruito su tre piani (sopra il livello terreno) e ulteriori tre livelli sotterranei, per una superficie totale di 25.000 mq. senza contare gli spazi esterni.

Al secondo piano è presente un bellissimo auditorium - oggetto specifico di questo approfondimento - che è stato completamente rinnovato a livello tecnico ad opera di Planet Service, su commissione dell’azienda Touchwindow di Cervia.

Noi di Planet Service siamo stati coinvolti da Touchwindow di Cervia che si occupa ad alti livelli di schermi touch ed installazioni congressuali in genere che però non ha competenze specifiche in campo audio” esordisce Alessandro Giangi.
Esisteva già una sala attrezzata ma il committente aveva espresso molto chiaramente il desiderio di elevare ulteriormente - ai massimi livelli! - l'installazione tecnica proprio perché la struttura è nata con lo scopo di essere un punto di riferimento assoluto nel panorama nazionale, una “visione” che devo confessarti non è sempre così facile da trovare in Italia…”.

Planet Service si è quindi occupata di proporre, selezionare e progettare tutto l’impianto audio/video/luci in modo che l'impianto stesso risultasse qualitativamente eccelso ma nello stesso tempo proponendo un sistema che potesse essere riadattato ed eventualmente espanso anche negli anni futuri, senza alterare in alcun modo l’architettura e l’estetica della sala.

Il progetto ha poi subito uno stop forzato nel mese di febbraio, a causa della nota pandemia che ha colpito l’Italia e il mondo in questo “sfortunato” 2020 salvo poi ripartire qualche mese dopo e completato a fine settembre.
“Inizialmente non dovevamo occuparci direttamente nell’installazione perchè Planet Service, un’azienda molto attiva anche nel mondo dei Corporate Events e degli spettacoli da vivo, aveva sulla carta un calendario molto fitto per i mesi di primavera/estate” continua Alessandro “Poi le cose sono andate come tutti sappiamo e sono stati cancellati praticamente tutti gli eventi che avevamo già confermati. Abbiamo così deciso di seguire direttamente anche la fase di messa in opera, che devo dire ci ha dato grande soddisfazione”.

 

Per entrare nel vivo del progetto audio, delle macchine utilizzate e delle scelte intraprese abbiamo invece ascoltato la testimonianza di Alessandro Saudelli, colui che ha curato la parte più “tecnica” di questa interessante sfida.

“Planet Service, ha curato già diversi mesi fa la fase di progettazione e scelta delle tecnologie in base a poche - ma molto chiare - indicazioni da parte del committente” ha esordito Alessandro Saudelli.
Le richieste erano per un certo senso molto semplici: qualità assoluta, completa ridondanza e quindi affidabilità e possibilità di espandere il set up in qualsiasi momento, considerando anche un eventuale upgrade futuro…”.

 

In effetti non meglio specificati malfunzionamenti dell’installazione precedente avevano in alcuni casi compromesso le performance all'interno dell’auditorium - ci racconta Alessandro a microfoni spenti - imprevisti che hanno convinto il committente a non lesinare neppure un euro in relazione a questi delicati aspetti.

La scelta dal nostro punto di vista è stata in un certo senso obbligata ed è ricaduta sulla coppiata DiGiCo ed Optocore, un set-up che utilizziamo da anni e con grande soddisfazione e sicurezza in eventi ed installazioni molto importanti, dove semplicemente “non puoi sbagliare”, “In una commessa così importante poi sapere che puoi affidarti e fidarti di un distributore competente e puntuale come Audiolink ha rappresentato per noi un ulteriore motivo di tranquillità...” continua Alessandro.

La DiGiCo SD10 & SD-RE Rack: cuore del sistema

Il tutto ruota intorno ad una DiGiCo SD10-24 (posta nella “regia interna”), una SD-RE Rack (posta nei rack della “machine room”) ed un anello Optocore installati e configurati in modo da soddisfare in pieno le esigenze iniziali…

“Tutto parte dalla scelta del mixer, che doveva essere DiGiCo e, per motivi di spazio, è stata quindi scelta l’accoppiata SD10-24 + SD-RE Rack. Non abbiamo scelto la SD7 perchè non entrava nella stanza per qualche centimetro, ma di fatto la qualità e l'affidabilità non cambiano poiché anche questa accoppiata, offre una ridondanza assoluta sia di engine sia di alimentatori. Con un altro brand molto probabilmente avremmo dovuto utilizzare due console, con tutti gli svantaggi, non ultimo in termini di spazio, che ciò comporta”. 

Il piccolo remote controller del SD-RE Rack allocato a lato della SD10-24 permette di intervenire sulla “redundant-engine” in caso di fault della consolle main. Il funzionamento è molto semplice, poiché questo controller può replicare esattamente la “baia” centrale della SD10-24 con i relativi controlli, quindi è come se stessimo operando realmente nella main console.

A completamento del sistema di mixing abbiamo aggiunto un iPad con app DiGiCo, così che il fonico può spostarsi in qualsiasi punto dell'auditorium e mixare i canali con un notevole vantaggio in termini di semplicità e portabilità.

Il Loop Optocore 


Per quanto riguarda il loop Optocore, gli I/O e le varie interfacce sono stati utilizzati sostanzialmente due SD Rack 56/56 ed un SD Rack nano. Chiuso in un fly case e trasportabile a seconda delle esigenze abbiamo approntato anche un SD Rack mini, collegabile ad una delle “aperture” dell’anello Optocore che sono state previste in punti specifici della location. Quindi per esempio posso posizionare la console direttamente in sala, oppure utilizzare una seconda console sul palco così da poter consentire con grande semplicità di allestire un sistema adatto a concerti e quant’altro” completa Alessandro.

Il protocollo DANTE

 

Un altro vantaggio dell’utilizzo di Optocore è stata la possibilità di implementare il protocollo DANTE nel set-up così da avere un'apertura totale nei confronti del mondo esterno e collegare una grande quantità di device.

 

All'interno della struttura ci sono molte periferiche che “dialogano” tra di loro tramite il protocollo DANTE, un protocollo che il committente aveva già scelto nella prima fase di costruzione del progetto. In questo senso prevedere anche nell’anello Optocore questo feed è stato molto semplice, grazie alla Orange Box e le schede DMI sempre di DiGiCo abbiamo reso perfettamente interfacciabile tutto il sistema con le macchine già installate e quelle eventualmente che verranno inserite” afferma Alessandro.

 

Dan Dugan AutoMix 

 

Un'ennesima richiesta era in relazione all'auto mix, specificatamente usato durante conferenze e presentazioni, un sistema molto utile proprio in quelle situazione in cui il programma audio da mixare riguarda sorgenti microfoniche relativamente “semplici” da mixare e dove non è contemplato un lavoro specifico da parte di un fonico professionista” ci fa sapere Alessandro.

 

Per rispettare anche su questa richiesta i “dettami” di ridondanza, sono stati impegnati due sistemi Waves/SoundGrid, ciascuno composto da 1x Server Extreme-C, 1x SuperRack (nei Mac Mini che fungono da Host PC del sistema SoundGrid) e 1x Dugan Automixer + Dugan Speech. Un sistema fa capo alla SD10-24, mentre il secondo alla SD-RE Rack, e nella modalità di lavoro impiegata (mirror/remote) dai richiami delle session fino ai controlli tramite touch&turn il sistema in toto è completamente integrato col DiGiCo.

 

 

Un altro aspetto col quale il team Planet Service ha dovuto fare i conti è relativo alla “pulizia” dell’installazione con particolare attenzione all’impatto estetico.


“Un altra direttiva che ci era stata fornita dal team di designer ed architetti di MAST era in relazione all'aspetto estetico. Dovevamo cercare di “nascondere” il più possibile tutto ciò che riguardava macchine e cablaggi e la cosa comprendeva anche i diffusori audio. Abbiamo pensato perciò di utilizzare un sistema compatto e di aspetto gradevole e la scelta è ricaduta sui sistemi di K-Array”.

 

La chiave vincente di questa installazione è stata certamente l’aver scelto di utilizzare tecnologie mutuate dal mondo live - dove si fa largo uso di reti, interfacce e numero di canali - in un'installazione fissa, rendendo quindi relativamente semplice soddisfare le esigenze che, per contro, il committente riteneva complesse.
DiGiCo ed Optocore hanno ancora una volta rappresentato un binomio vincente in termini di qualità, sicurezza e scalabilità.

Una riflessione finale non può non essere dedicata all’impegno ed alla lungimiranza della proprietà di questa straordinaria struttura che, condizione più unica che rara, ha dato priorità assoluta all’eccellenza tecnologica ponendo di fatto Planet Service e le altre realtà che hanno contribuito al successo del progetto di scegliere ciò che di meglio il mercato poteva offrire, una scelta che verrà ripagata anche in futuro...

Main Tags: #MAST Bologna, #V1S+LOLLI #Audiolink, #V13 #V44S, #Abbey Road Studios #Microfoni Studio #TEC Award

Audio Link SRL - Via Monte Prinzera 17/A 43124 ALBERI (PARMA)

tel: +39 0521 648723 - link@audiolink.it - p.iva: 00955420344